Dio e la religione è un tema che viene spesso tirato in ballo da House. Ne abbiamo parlato in un altro post. E l’idea che emerge è che House tratta Dio esattamente come se fosse una malattia da indovinare, cioè, un esercizio in cui mettere alla prova le proprie capacità abduttive. In altre parole, la strategia che House sceglie di utilizzare è la seguente: dati i segni, gli indizi, che abbiamo, Dio è la migliore delle spiegazioni possibili? Oppure i “sintomi” puntano più che altro a un altro tipo di spiegazione?
Già nel caso del guaritore, ci cui abbiamo reso ampiamente conto, House ci mette in guardia dall’altruibuire presunte guarigioni all’opera di Dio o di qualche suo mediatore in terra. Ma ci metteva in guardia sulla base ancora una volta del fatto che la spiegazione migliore è quella, che non ha bisogno di ricorrere a un intervento dal cielo.
Facciamo ora un salto indietro alla prima serie, 21esima puntata per la precisione. House racconta della sue esperienze (extra-sensoriali) a seguito del coma, in cui era piombato, e a seguito del quale avrebbe dovuto convivere con il dolore alla gamba.
Vediamo, dunque, di analizzare l’argomento di House. L’esistenza di Dio viene provata se, stando agli indizi, ai sintomi che riusciamo a raccogliere, essa sia la spiegazione migliore che possiamo formulare.
Ora, in questo spezzone di puntata viene detto, che spesse volte dei pazienti risvegliati dal coma riportano di avere avuto delle visioni, esperienze extra-sensoriali. Queste esperienze, alcuni sostengono, sono il sintomo che forse esiste una vita oltre la morte. E che questa morte sia collegata in qualche modo all’esistenza di un Dio extra-terreno, proprio come sarebbe la vita oltre la morte.
Giunti a questo punto House introduce una distinzione, che mette in dubbio la validità del “sintomo”. House sceglie di credere che le visioni che alcune persone hanno, quando sono in coma, siano reazione chimiche, che indicano che il cervello non è attivo. Sì, sono esperienze reali, reali nel senso che accadono. Ma sono reali anche nella dimensione in cui hanno anche un significato, come quelle che abbiamo durante la vita?
Qui House sembra quasi sospendere il giudizio, anche se poi ammette candidamente che la riposta è negativa, perché non ci sono prove conclusive del suo contrario.
Ciao,innazitutto complimenti vivissimi per questo bellissimo blog sul dr.house. Se non l’avessi fatto tu,l’avrei probabilmente fatto io tra qualche anno. Tra qualche anno,perchè ho appena iniziato a studiare la logica,cui mi sono appassionato vedendo le puntate di house,comprando il libro “la filosofia del dr. house”,leggendo la parte relativa alla logica,ecc ecc ecc.
Volevo chiederti:
la frase finale “perché non ci sono prove conclusive del suo contrario.” non è il classico argomento (fallace) ad ignorantiam?
Ovvero visto che non si può dimostrare il contrario si prende per vero la sua verità (in questo caso la verità che non sono reali nel senso spiegato da house)?
A me sembrerebbe proprio di si,ma gradirei una conferma.
A presto e ancora complimenti per il blog.
bella domanda. forse hai ragione. e si può approfondire la cosa. Forse no, perché in realtà si dice che dio non può essere la spiegazione.