Che cos’è che fa ridere? La signora che cade sulla buccia di banana, il signore che si girà di scatto e prendere una craniata su un palo. Tuttavia è pur vero che la comicità è fatta soprattutto di parole, di battute. La connessione con il linguaggio probabilmente non è banale, perché – io credo – ci porta a considerare il ridere come una forma tutt’altro che staccata dalla verità. Più precisamente, il riso è una delle forme più potenti per creare dei legami sociali, per convincere e motivare le persone a credere che qualcosa sia vero.
Il nome della rosa è in parte dedicato al tema del riso:
Si dice che una figura vale più di mille parole. Però, se le parole ti fanno ridere, probabilmente questo detto non vale poi così tanto. Perché? Perché una battuta, pur presupponendo un minimo di conoscenza sull’argomento in questione, riesce ad arrivare a delle conclusioni, che spesse volte altre forme linguistiche non se le sognano nemmeno. Guardate questa famosa battuta di Grillo sui socialisti:
“Se qui in Cina sono 1 miliardo di persone e sono tutti socialisti, a chi rubano?”
In questa straordinaria battuta c’è dentro tutto. Non è necessario aggiungere niente. E non aggiungo niente, se non il fatto che dopo averla pronunciata, Grillo non mise più piede in televisione (o quasi) . Il potere politico, infatti, sa il potenziale di verità che perfino una barzelletta può avere (chiedetevi poi perché Grillo ha così tanto successo).
Dal punto di vista più cognitivo, una battuta ha un effetto così immediato perché una risata è un tipo di rappresentazione del mondo, che è molto simile a quella dell’emozione: ti arriva e tu non riesci a controllarla più di tanto, se non attraverso un esercizio costante. Dall’altro lato, proprio come l’emozione, non è avulsa rispetto ai processi cognitivi più raffinati. Non a caso la battuta uno la deve capire. E se non la capisce non ride. Proprio come l’emozione: se uno non capisce di essere in pericolo, non formula cioè l’abduzione corretta, non ha paura.
Il riso – ancora una volta proprio come l’emozione – esibisce il suo carattere cognitivo in modo del tutto sintetico. Cioè, fa quello che in gergo si chiama un general appraisal; arriva a una sintesi estrema del contenuto ricevuto, infatti si dice che la risata scoppia.
Il riso coninvolge tutto il corpo, dai muscoli, che si contraggono, fino al rilascio di endorfine, che danno un senso di allegria e di euforia, che la rendono qualcosa che si vuole (come accade con le emozioni, anche quelle che ci fanno paura, ecco perché andiamo sulla montagne russe).
Infine, dal punto di vista evolutivo lo sviluppo del riso può essere collegamento facilmente alla necessità di creare solidi legami sociali. Il riso infatti coinvolge, riduce la paura, perché rende euforici. E questi sono tutti fattori che contribuiscono alla creazione di un ambiente adatto alla cooperazione, perché l’altro non è visto come un nemico, ma come una persona con cui intrattenersi. E questo fu ovviamente un vantaggio evolutivo non indifferente, laddove la capacità di gestire la vita in gruppi umani numerosi era, da un lato era una sfida dal punto di vista cognitivo/morale, ma dall’altro un vantaggio non indifferente per la sopravvivenza (pensate a dover cacciare un bisonte da soli o con altre 10-15 persone).
io raramente riesco a ridere per delle battute. Per la visione o il ricordo di immagini e situazioni comiche si o semplicemente eprchè ridono gli altri
Amen
Un post molto bello e interessante…voglio aggiungere un pensiero tratto dal libro “Sociologia dell’ironia” di Ludovico Ferro, da me letto qualche mese fa.
Il Ferro costruisce un discorso logico che chiarisce la funzione euristica dell’ironia: la realtà sociale è di per sè stessa molto complessa e un modo per interpretare tale complessità può essere l’ironia proprio perchè l’ironia è una forma complessa di comunicazione.
L’ironia costringe la mente ad un’analisi profonda della realtà, parte da tematiche complesse ma ha il pregio di arrivare a fornire una comunicazione chiara ed efficace.
grazie della segnalazione. Non conosco Ferro, ma condivido quello che hai scritto. L’ironia per altro è interamente linguistica nel suo genere comico. Molti però non la capiscono, c’è da dire questo. House è molto ironico, infatti sta sulle p**e
Il riso scaturisce dal rilevare in modo immediato una incoerenza o contraddizione tra un concetto e il dato reale cui quel
concetto ci fa pensare (>battuta di Grillo). Esso esprime appunto questa incoerenza.
Condivido la similitudine con l’emozione, in quanto a rallegrarci è il trionfo della conoscenza intuitiva sul ragionamento. L’intuizione
costituisce infatti la prima forma di conoscenza, come per gli animali, che immediatamente ci soddisfa, al contrario
del ragionamento o pensiero che sempre comporta uno sforzo,corrisponde al conoscere per cosi dire in seconda istanza, e spesso
contrasta il soddisfacimento dei nostri desideri immediati in quanto portatore di serietá. Circa i legami sociali il riso tra l’altro favorisce la condivisione immediata di un punto di vista e di un emozione.