House sostiene che non c’è bisogno della magia per spiegare ciò che non si riesce a spiegare. Bene inteso, la posizione di House non è quella di uno scientista cocciuto, che non vuole credere che non ci sia niente oltre ciò che non possiamo spiegare. Semplicemente l’esistenza di fenomeni magici è una spiegazione che non regge. Ce ne deve essere una migliore.
Il tema dei maghi ci consente di introdurre un tema certamente affascinante, che è quello delle illusioni. Non quelle che si hanno in amore, ma quegli strani fenomeni in cui il nostro sistema percettivo in collaborazione con il cervello ci inducono a formulare delle spiegazioni magiche – per così dire.
Il movimento di una porta, che sembra essere causata dalla presenza di un fantasma, una macchia sul muro che sembra raffigurare un parente defunto, ecc. Ora cosa hanno in comune tutte quelle situazioni in cui sembra che ci sia qualcosa di magico, come nel caso dei trucchi degli illusionisti?
La bravura degli illusionisti sta nella capacità di indurre il nostro sistema percettivo in errore. E come? Ora, la percezione è uno di quei fenomeni cognitivi, che sembra che accada istantaneamente senza alcuna mediazione del “pensiero”. Vediamo un amico, vediamo il tavolo della sala, vediamo la televisione, ecc. E tutto sembra che avvenga senza che ci sia un “nostro” intervento. Spesse volte diciamo “ma non vedi che è così?”, come ad indicare che una cosa che possiamo vedere non dovrebbe suscitare disaccordo. E’ così e basta.
In realtà, la percezione è il frutto di un’attività abduttiva. Cosa vuole dire? Vuole dire che quello che vediamo – anche i visi più familiari – è il risultato di una inferenza, in cui il nostro cervello “pone ordine”, come nel caso di una diagnosi di House. Ciò che vediamo è in altre parole la spiegazione che il nostro cervello, in concerto con il nostro sistema percettivo, formula a fronte degli stimoli visivi che riceve. Ovviamente, la percezione – a differenza di altre forme cognitive più alte, come un ragionamento – è radicata nell’evoluzione degli esseri umani e per questo si ha l’”illusione”, che accada istantaneamente, senza alcuna mediazione. Ma come nel caso di un ragionamento, le premesse vengono sì obliterate, ma ci sono eccome.
Ora, tornando al caso della magia, la bravura degli illusionisti sta proprio nel manipolare gli stimoli che riceviamo, in modo tale che il nostro cervello sia ingannato a formulare una determinata “spiegazione visuale”, che però contrasta con quelle che solitamente compiamo. E in questo modo abbiamo l’impressione che qualcosa di magico sia avvenuto. In realtà, è successo semplicemente che una mossa fatta al momento giusto, un gesto compiuto in un certo modo piuttosto che un altro, ha ingannato il nostro cervello, così pronto e capace a compiere inferenze visuali, anche in presenza di pochi stimoli.
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