La logica di House

Razionalità scientifica e società: c’è progresso culturale?

Maggio 9, 2008 · 5 Comments

Gli strascichi polemici della puntata di Anno zero di giovedì primo
maggio si sono protratti per diversi giorni, e benché la questione si sia ampiamente ridimensionata, forse si può anche tentare una riflessione di più ampio respiro, che non riguarda Grillo o Veronesi, ma
la conoscenza nella sua espressione di maggiore successo: la scienza.

Viviamo in una società - quella occidentale - che deve parte del suo successo all’utilizzo di un modo di conoscere, che definiamo per comodità razionalità scientifica. Un esempio può chiarificare al meglio
questo concetto. La maggior parte delle persone - anche quelle più umili - se hanno un dolore persistente, una febbre che non va via, possono pregare, chiedere aiuto a un amico; ma nella maggior parte delle volte si rivolgeranno a un ospedale, perché sapranno di trovare un medico, che registrerà i loro dolori, darà disposizione per ulteriori esami qualora i sintomi raccolti non siano sufficienti. Infine, a partire dalle evidenze empiriche raccolte formulerà una diagnosi alla luce della quale stabilirà una
terapia. Se la terapia andrà bene, il pazienta verrà dimesso. Altrimenti ritorneremo da dove eravamo partiti: il medico registrerà nuovamente i sintomi, darà mandato per ulteriori esami, ecc.
Questo è per dire che quando una persona si rivolge a un ospedale si aspetta che un dolore al fegato non venga scambiato per un dolore al piede; che, nel caso in cui il medico sia indeciso sulla diagnosi,
faccia ulteriori esami; e che, se la terapia non funzioni, se ne possa formulare una migliore.
Analoghi ragionamenti possono essere fatti in riferimento ad altri domini, per esempio, in un processo, nella costruzione di un ponte, ecc.. Sebbene in molti casi la razionalità scientifica sia un modo di pensare quasi spontaneo, ci sono casi in cui essa viene sistematicamente disattesa. E ciò non avviene per mano di un povero analfabeta, ma da giornalisti, che hanno una precisa responsabilità nell’ambito della discussione pubblica.

Il caso Grillo-Veronesi è paradigmatico in questo senso.
Veronesi ha affermato tre cose precise:
1) che dagli inceneritori “esce 0″;
2) che gli inceneritori sono l’unica soluzione;
3) che non c’è alcuna relazione causale fra inceneritori e cancro.

Ora, la razionalità scientifica suggerisce di verificare, se queste tre affermazioni siano false o meno, ricorrendo, ad esempio, a precedenti studi, a teorie e a dati epidemiologici, ad esempio. Perché? Perché
questo è il metodo migliore (almeno fino ad ora) per gestire situazioni di questo tipo. Scopriremmo allora c’è il principio di conservazione della massa, secondo la quale in natura nulla si crea, nulla si
distrugge (Lavoisier): quindi a seguito
di una compustione, dal camino dell’inceneritore non è vero che esce “0″ (se lo avessimo detto a scuola prenderemmo quattro). Scopriremmo che una direttiva dell’Unione Europea ci vincola ricorrere a strategie di riduzione dei rifiuti, di reciclare, di fare la raccolta differenziata, e solo in un secondo momento ricorrere
all’utilizzo degli inceneritori. Infine, scopriremmo che ci sono alcuni studi che mettono in dubbio la sicurezza degli inceneritori a causa
dell’emissione di nanoparticelle. Bene inteso: Si può ricorrere comunque a una chiromante, però i risultati sebbero assai più modesti.

Durante la trasmissione di Radio24 La zanzara, il conduttore ha nei giorni scorsi portato avanti una “agenda giornalistica”, dando ampio spazio alla vicenda Grillo-Veronesi, nella quale però si è limitato a sostenere - pur lasciando spazio a opinioni diverse, non senza criticarle aspramente - che Grillo è un villano, che dice delle stupidate, che gli inceneritori sono sicuri, e che fra il comico genovese e Veronesi, crede senza ombra di dubbio all’oncologo. Il tutto, ovviamente, senza portare uno straccio di dato. E le tre affermazioni di Veronesi sono rimaste, come dire, inevase. Nella puntata di giovedì 8 maggio ha ospitato il nanopatologo Stefano Montanari. Dopo una pistolotto iniziale, in cui il nostro giornalista faceva la ramanzina allo scienziato modenese perché aveva accusato sul suo blog Mentana di scarsa professionalità, è entrato nel merito. Montanari, da buon scienziato, a sostegno della propria tesi (gli inceneritori sono dannosi alla salute), ha citato i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia. Il nostro caro giornalista si è limita a chiosare l’intervento di Montanari con un “a me sembra che lei abbia delle certezze che poi non sono proprio tali” “chi l’ha detto che quei numeri sono dovuti agli inceneritori?” “su questo tema continueremo a discutere” (discutere??), “e allora perché gli oncologi italiani non dicono niente?” oppure “se fosse così ci sarebbe un’emergenza globale, ma così non è, una ragione ci sarà”.

Conclusosi l’intervento il giornalista ha continuato la “discussione” con gli interventi degli ascoltatori, come se si stesse discutendo se Maradona è meglio di Pelé o viceversa, concludendo dicendo “mi picco di non saper nulla di nanoparticelle”, “ho dei dubbi che lui abbia delle certezze”, montanari “è il genere di persone di cui si circonda Grillo” oppure “l’atteggiamento di Montanari a Matrix è stato assurdo”.

Ora mi chiedo: quale paziente accetterebbe di essere curato da un medico che 1) non consideri i sintomi, 2) che non tenga conto dei dati di eventuali esami, 3) che non si aggiorni in relazione agli studi recenti, 4) che non consideri gli effetti delle proprie terapie essendo pronto a rivederle, 5) che utilizzi ragionamenti “ad verecundiam” (es: lo ha
detto Tizio) o “ad hominem” (es: quello è un imbecille) per sostenere le proprie posizioni?

La domanda è retorica. Eppure a ben vedere questo caso non è per nulla dissimile da quello degli inceneritori. Ma in questo secondo sta bene che la razionalità scientifica venga lasciata da parte per far spazio a un modo di pensare arcaico, condito di attacchi alla persona con tanto di ricorso all’autorità per distogliere l’attenzione dal merito della questione. L’effetto che si ottiene è un generale impoverimento culturale dell’opinione pubblica, che favorisce esclusivamente l’emergere di sacche reazionarie oltre che violente, per le quali probabilmente la gente sta molto meglio nell’ignoranza. E questa volta la Chiesa cattolica non c’entra.

*aggiornamento: riporto una considerazione di Maurizio Morabito sull’intervento di Montanari, giusto per mostrare come si può dissentire, pur argomentando utilizzando un minimo di razionalità scientifica: http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/05/09/inceneritori-dietro-la-scienza-di-montanari/

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5 responses so far ↓

  • Chiodo // Maggio 10, 2008 at 10:33 am

    rif. http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/diritti-web/legge-mp3/legge-mp3.html

    “È quanto ha appreso Repubblica.it parlando con Andrea Monti, avvocato massimo esperto di diritto d’autore e internet, e che ha partecipato in prima persona allo studio della nuova legge. Ha fatto parte dei gruppi di lavoro, presso il Ministero dei Beni Culturali, per lo studio alle modifiche da apportare alla legge sul diritto d’autore. Il tutto è finito in un nuovo comma, che attende ora solo di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Non è più modificabile, essendo stato approvato da Camera e Senato.”

    “Nel nuovo comma si legge “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”.
    “Chi l’ha scritto non si è reso conto che il termine “degradate” è tecnico, ha un significato ben preciso, che comprende anche gli mp3, a pieno titolo”, dice Monti. Come sanno tutti gli appassionati di musica su internet, infatti, gli mp3 sono una versione degradata (perché compressa) della musica originale. Dipende poi dal livello di compressione mp3 se questa degradazione è più o meno udibile dall’orecchio umano. ”

    Ovviamente con immagini e musica a bassa risoluzione o degradate si intenderebbero di fatto anche
    le serie TV.

    Pertanto direi che ora è proprio legale il gran lavoro che fai, intendo anche la parte video

  • logicante // Maggio 10, 2008 at 11:00 am

    grazie mille!

  • omnologos // Maggio 11, 2008 at 11:34 pm

    grazie della “citazione”. Mi permetto allora alcune ulteriori considerazioni:

    (1) Sui giornalisti che “hanno una precisa responsabilità nell’ambito della discussione pubblica”: ho pubblicato alcuni mesi fa la traduzione di un saggio particolarmente illuminante, apparso sulla rivista americana Skeptic: “Gli Incorreggibili, Fondamentali Difetti del Giornalismo (specie Televisivo)”

    http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/02/15/gli-incorregibili-fondamentali-difetti-del-giornalismo-specie-televisivo/

    In due parole: il giornalismo moderno non riguarda la trascrizione della realta’, ma l’imbastimento di una narrativa da intrattenimento piu’ o meno basata sulla realta’:

    >>>La prossima volta che guardate le notizie, tenete presente che cio’ che state vedendo sono spesso trivialita’ incorniciate come Verita’. O come disse un po’ capricciosamente l’umorista e filosofo britannico G.K. Chesteron alcuni decenni fa, “il giornalismo consiste nel dire ‘Lord Jones e’ morto’ a persone non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.”
    <<<

    (2) Sulle affermazioni di Veronesi: un errore dire “zero” invece che del piu’ preciso “trascurabili”, ma non ci ricamerei troppo; un errore anche dire che gli inceneritori sono l’unica soluzione, perche’ e’ una forzatura che dimostra mancanza di argomentazioni; sulla relazione causale fra inceneritori e cancro, invece, come ho gia’ detto la partita e’ ancora molto aperta, ma difficilmente finira’ con la sconfitta del pensiero di Veronesi (semplicemente, i dati non parlano chiaro).

    (3) Sulle affermazioni di Cruciani a La Zanzara: Grillo e’ un villano (e lo e’), dice delle stupidate (e le dice), gli inceneritori sono sicuri (e lo sono, fino a prova contraria, almeno quelli fatti a norma di legge), fra Grillo e Veronesi e’ meglio credere all’oncologo (come, appunto, se si ha un dolore persistente si va dal dottore, e non dal comico), e Montanari non sembra una persona seria quando si lamenta delle inquadrature da Mentana (e non lo sembra).

    Queste sono opinioni di Cruciani (come si vede, condivisibilissime) e Cruciani (bonta’ sua) esprime le sue opinioni. Che “dati” avrebbe dovuto portare? Ha giustificato la sua opinione sugli inceneritori con il fatto che ce ne sono tanti, nel mondo, ma per qualche motivo solo Montanari e pochi altri sono in stato d’emergenza, ed esprimono certe “certezze” che tali sembrano essere solo per loro: dei punti importanti, e che meriterebbero risposta.

    Non e’ infine corretto criticare il prosieguo della trasmissione, che e’ basata intorno alle telefonate di persone piu’ o meno famose, cui viene data occasione di esprimere anche le loro opinioni. Valutare se siano sciocchezze o no, la maggior parte delle volte e’ lasciato come esercizio per l’ascoltatore: dubito che pero’ questo porti ad alcun impoverimento culturale.

    L’atteggiamento (forse, spero di sbagliarmi) di Montanari, e ancor piu’ l’atteggiamento di tanti grillini, sembra invece essere quello di considerare il dissenso e lo scetticismo come reati di lesa maesta’: e quello si’, che e’ un atteggiamento reazionario e violento.

  • Razionalita’ Scientifica: Risposta a Logicante (La Logica di House) « Maurizio Morabito // Maggio 11, 2008 at 11:42 pm

    [...] autore del blog “La Logica di House“, mi ha citato in fondo al suo post “Razionalità scientifica e società: c’è progresso culturale?”. Ringraziandolo della citazione, mi permetto alcune ulteriori [...]

  • logicante // Maggio 13, 2008 at 6:07 am

    Grazie della segnalazione dell’articolo. Sulla trascrizione della realtà, ho scritto questo post proprio per rimarcare il fatto che non esistono i “fatti puri”, per cui basterebbe “registrarli”. Il problema sta nel modo con cui si costruiscono ragionamenti e spiegazioni. Ho citato l’esempio del medico, perché - come in altri casi analoghi - la costruzione dei ragionamenti poggia sulla ricerca dei sintomi, la loro interpretazione a partire da teorie consolidate, da casi precedenti, con i quali si riscontrano delle similitudini, ecc.
    Accanto a questo modo di procedere, che cerca di “massimizzare” il ricorso alla conoscenza disponibile, ve n’è un altro, che credo è stato ben rappresentato dalle risposte fornite da Cruciani nel caso della trasmissione citata: attacchi alla persona, ipse dixit, ecc..
    La cosa - dal mio punto di vista etico - non sarebbe , se non fosse un giornalista, che rifugge - per sua stessa amissione - da discussioni da Bar.

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