House il cinico

26 11 2008

Chi a una specie di appuntamento direbbe di sé di essere depresso, poco fedele, che fa uso di droghe e che mangia la carne avendo davanti una vegetariana?

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La risposta è che House è un cinico nel senso tecnico del termine. Il cinico non è colui il quale non sa commuoversi, che è totalmente indifferente al mondo circostante, tanto che riesce a compiere delle azioni, che offendono la moralità corrente e basta.

In realtà, il cinico cerca di difendersi dalla stupidità degli esseri umani, compresa la sua di stupidità. Sembra indifferente a certe pratiche, ma lo è semplicemente perché ne rifiuta l’ipocrisia e l’inutilità. Non si lascia influenzare dalle buone maniere perché, nell’assecondare tutti quegli elementi accessori della socialità, si rischia di non fare quelle importanti, ad esempio.

C’è una frase pronunciata da Diogene il Cinico che mi pare in stile House, con cui concludo il post di oggi:

Cosa è un filosofo che non danneggia i sentimenti di qualcuno?





I sintomi mentono

25 11 2008

Una delle frasi più ricorrenti di House è che tutti mentono. E i sintomi? Possono anch’essi mentire?

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Per House anche i sintomi mentono. Ma cosa vuole dire esattamente? E’ possibile che un rash non sia un rash? E’ possibile che un versamente pleurico non sia un versamente pleurico?
Certo, i sintomi possono mentire. Possono mentire nel momento in cui ci conducono a delle interpretazioni sbagliate. I sintomi mentono tutte le volte che ci inducono a formulare una ipotesi sbagliate. Ad esempio, il pianto di un neonato può voler dire tante cose, che ha fame oppure che è il caso di cambiarlo. I sintomi mentono laddove ci portano a confonderci.

I sintomi ci portano a confonderci anche quando abbiamo ci mancano delle conoscenze. Ad esempio quando abbiamo a che fare con delle malattie su cui sappiamo ancora troppo poco. Un altro esempio è ancora il caso del bambino: all’inizio la madre non sa bene interpretare il pianto del proprio figlio, ma come diventa esperta è in grado di utilizzare dei segni aggiuntivi per “indovinare” cosa sta cercando di comunicargli il figlio.

C’è anche un altro caso in cui i sintomi o i segni possono mentire. Pensiamo al caso del linguaggio: quante volte dobbiamo correggere le parole che noi stessi abbiamo utilizzato, perché ci sembra di non aver reso bene ciò che volevamo dire. Ci sono dei casi in cui addirittura dobbiamo abbandonare i significati correnti e trovarne di altri, utilizzando, ad esempio, la poesia. O addirittura lasciando da perdere le parole per usare altri tipi di segni, come quelli musicali o delle immagini.

Insomma i sintomi (o i segni) mentono. Mentono perché ci confondono. Ci confondono perché non possediamo le conoscenze opportune per evitarlo. Basta un po’ di esperienza in più per evitare di essere “gabbati”. Oppure mentono perché siamo noi a non saperli utilizzare bene per dire ciò che vogliamo dire, nel linguaggio, nelle musica. E perfino con le emozioni.





Il ritorno della logica del dr House

11 11 2008

Giusto a mo’ di benvenuto, ecco qualcosa che con la logica ha poco a che fare, forse: dr House in love.