
La logica con cui House e il suo team arrivano alla scoperta della malattia è la medesima logica con cui un investigatore arriva a scoprire il colpevole del delitto. Nel primo caso abbiamo i sintomi, che portano alla diagnosi della malattia, nel secondo caso abbiamo indizi, che portano a pensare che il colpevole possa essere Tizio o Caio. Quindi, sintomi e malattia da un lato, indizi e colpevole dell’altro.
Recentemente la proposta di legge sulle intercettazioni ha fatto discutere gli addetti ai lavori per un punto, che cito e che ci interessa direttamente:
Il Pm potrà chiedere l’autorizzazione a intercettare solo in presenza di ‘gravi indizi di colpevolezza’. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno ’sufficienti indizi di reato’.
Ora, le intercettazioni cosa sono? Le intercettazioni sono uno strumento per ottenere dei nuovi “sintomi”. Nel caso di una diagnosi, una TAC o una conoscopia non vengono scelti a caso. Non si fa una risonanza magnetica al cervello a una persona che ha male a un braccio. A meno che si supponga che il male al braccio possa avere un’origine neurologica. Ma questa decisione deriva spesse volte da mere ipotesi.
La decisione di fare un esame piuttosto che un altro, in molti casi, ha una valenza esplorativa. Questo è un punto decisivo per capire meglio la questione legata alla legge sulle intercettazioni. Come nel caso della diagnosi, si parte sempre da degli inidizi e si iniziano a formulare delle ipotesi, che li spieghino. Il punto è che spesse volte la formulazione delle ipotesi plasubili passa proprio dall’utilizzo di strumentazioni esterne, come una risonanza magnetica e come le intercettazioni. In alcuni casi, la decisione di utilizzare queste strumentazioni dipende da un quadro indiziario che è tutt’altro che definitivo, proprio per la natura ipotetica e congetturale dell’attività diagnostica come di quella investigativa.
Come è possibile dunque richiedere all’investigatore di poter utilizzare le intercettazioni solo per trovare delle mere conferme delle proprie ipotesi? Sarebbe come chiedere al medico di fare una biopsia solo quando si è certi che il paziente ha un tumore. Invece per disporre una biopsia basta anche un quadro sintomatico non del tutto completo per far ipotizzare – anche solo ipotizzare – che si potrebbe trattare di un cancro, e che quindi servirebbero degli esami più approfonditi. Analogicamente, le intercettazioni possono essere disposte proprio per capire meglio cosa sta succedendo, laddove comunque si può ipotizzare che c’è qualcosa che non funziona.
Questo è per dire, in conclusione, che i sintomi o gli indizi non solo servono per formulare la diagnosi o scoprire la violazione della legge, ma possono essere utili per capire quando e perché si debba investigare ulteriormente proprio per capire meglio la faccenda. La ricerca dei sintomi e degli indirizi non avviene a caso, come ci vorrebbero far credere.










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