In questo video torna nuovamente il problema dei pregiudizi nel processo di formazione delle diagnosi. Cameron è irritata dal fatto che il paziente – un ciclista di successo – ha improgliato assumendo del doping. L’irritazione entra nel processo diagnostico a tal punto che Cameron sostiene, che si debba dare per scontato che il paziente abbia improgliato, quindi che abbia assunto della droga, e che quindi le malattie incompatibili con questo fatto siano da scartare.
House da buon diagnosta esperto capisce bene quando un motivo personale può indurre in errore e quando invece può fornire un reale aiuto nel processo di formulazione della spiegazione. L’idea di Cameron appartiene alla prima categoria. Il punto della questione è che l’irritazione di Cameron non è in alcun modo sintomatico. Voler il mondo più giusto, con i dopati che ammettono le loro colpe, è semplicemente irrilevante rispetto alla malattia del paziente. Non spiega nulla.
Vi è un secondo senso in cui l’argomento di Cameron è irrilevante. Talvolta un motivo personale, anche se completamente irrilevante rispetto alla questione in discussione, può però condurre attraverso la catena dei ragionamenti a notare un sintomo, che risulta successivamente decisivo per la formulazione della diagnosi. Il caso di Cameron non appartiene neppure a questo secondo caso. Semplicemente porterebbe il team alla malattia sbagliata e alla morte del paziente.






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