Ci sono cose che voglio sapere. Cose importanti

25 04 2009

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Ned Flanders nel video dice “I say there are some things we don’t want to know! Important things!”. Dico che ci sono cose che non voglio sapere. Cose importanti.

Questo a mio parere rappresenta benissimo un certo atteggiamento nei confronti della scienza, quello per cui essa sembrerebbe rispondere a questioni in fin dei conti marginali. Quello che conta è altro. E si suppone che su quell’altro la scienza non abbia di che dire.

Un altro discorso affine è del tipo “la scienza fornisce solo i mezzi, non i fini”. L’idea in questo caso è che la scienza sia semplicemente utile per raggiungere qualcosa d’altro, che ovviamente è sottratto all’analisi scientifica.

Qualcosa di vero in queste argomentazioni c’è. Ma c’è anche del falso. Da un lato è vero perché ci sono cose su cui non decidiamo. Ad esempio, gli esseri umani aspirano a essere sereni (non aspirano alla felicità, perché la felicità si esaurisce in un momento, mentre la serenità si protrae nel tempo). Su questo la scienza non può decidere, né dire nulla. Puoi avere una scienza della felicità? Non credo, al massimo puoi avere un’etica della felicità.

Tuttavia, la serenità come la felicità sono ideali che detti così sono assai vaghi e dipendono da una moltiplicità di cose. Possiamo anche sapere di voler la felicità, ma poi la felicità cos’è?

Il punto è che la scienza produce conoscenze attraverso cui capire meglio come sono fatte le persone e come è fatto il mondo. Cosa è lecito aspettarsi e cosa non è lecito aspettarsi. In che senso? Nel senso che la scienza offre delle spiegazioni del mondo e nell’offrirle ci permette di aumentare la nostra consapevolezza rispetto a ciò che è in nostro potere e ciò che non lo è. Il che non è banale.

Immaginiamo per assurdo di avere una macchina. Questa macchina non sappiamo a cosa serva. Qualcuno dice che da la vita eterna, altri dicono che al massimo può fare il cappuccino. In base alle nostre idee rispetto a cosa può fare la macchina noi iniziamo a elaborare le nostre aspettative. Allora ci sono quelli che iniziano a pensare che la macchina possa far resuscitare i morti. E allora tutti iniziano a pensare che la felicità sia poter rivedere la propria nonna o il proprio papà. Altri pensano che la macchina stampi dei soldi. E allora le persone iniziano a pensare che la felicità sia avere tanti soldi. E così via.
Nella metafora la scienza è il sistema migliore – almeno fino a ora – di capire meglio ciò che può fare la macchina. Poi è vero che decidiamo noi se sfruttarla o meno, però il poter spiegare il mondo e comprenderlo è già una forma di felicità.


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