Tutti mentono è una delle frasi più ricorrenti nel Dr House. E la frase è – devo dire – molto semplice e immediata. La bugia è effettivamente un carattere ricorrente nell comunità umane. Ma forse – come accade spesse volte – c’è qualcosa di più da dire.
È un dato di fatto che la maggior parte di cose che sappiamo non le sappiamo di prima mano. Andiamo dal medico e il medico ci racconta cosa abbiamo. A scuola o all’unviersità c’è un insegnante che ci dice cosa è vero e cosa non è vero. E se siamo religiosi, la chiesa ci dice cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Se la scienza moderna nasce con l’intento di mettere in dubbio qualsiasi autorità, eccezion fatta per quella dei fatti, è indubbio che nella vita di tutti i giorni, se non credessimo agli altri, saremmo “persi nella conoscenza”.
Il fatto che molte delle cose le sappiamo, perché qualcuno ce le ha raccontate, nasconde una faccenda assai interessante. Le conoscenze che abbiamo “di seconda mano” hanno una caratteristica interessante. Noi sappiamo che una cosa è vera, perché conosciamo qualcuno che supponiamo conosca quella cosa. La conoscenza che mettiamo in gioco non è quindi relativa all’oggetto della nostra conoscenza, ma alla persona che la possiede. Per cui, ad esempio, io so che la teoria della relatività è vera, ma questo non vuole dire che io conosca la teoria della relatività. Basta che io sappia che c’è qualcuno, che la conosce, che sostiene che sia vera.
Quale è il limite – ovvio – di questo modello così potente di conoscenza (e della sua trasmissione)? Il fatto che diventa fondamentale sapere è se la persona, che ci dice di conoscere, non dica bugie. Ed è qui che arriva il motto di House.
Facendo un passo in avanti, sembrerebbe – allora – che House stia propagandando una teoria scettica sulle nostre capacità di conoscere. Se tutti mentono, allora come sarebbe possibile conoscere anche le cose, che non possiamo sapere direttamente, ma che sono così comuni nelle comunità umane?

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