“E se l’obesità non fosse una causa, ma un sintomo?”. Questo è un argomento controfattuale, un argomento cioè che assume – anche per assurdo – che la realtà stia in un certo modo per vedere quali conseguenze si potrebbero trarre. Una volta tratte le dovute conseguenze si vede quanto esse si discostano dalla realtà.
Non ci dobbiamo meravigliare che la logica del controfattuale produca risultati apprezzabili, come nel caso citato. Perché? Seguitemi nel ragionamento. Gli esseri umani esibiscono una particolare caratteristica senza grandi limitazioni: l’ignoranza. Siamo crassamente ignoranti. Già Socrate aveva capito che l’ignoranza è una fonte della conoscenza, se vi ricordate la famosa frase “so di non sapere”. Se ci troviamo di fronte a un bivio, quale è la cosa migliore da fare? Prendere una delle due strade, anche a caso, e vedere dove ci porta: poco importa se non sappiamo. Il controfattuale ha qualcosa in comune con questa strategia: non abbiamo la possibilità di sapere se una certa cosa stia in un certo modo, non abbiamo la conoscenza sufficiente. Però, basta fingere che lo sia e vedere come sarebbe il mondo, se le cose stessero così come la nostra ignoranza ci ha portato a credere.
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