Ci sono varie ragioni per cui le persone cercano conferme. La prima è che gli esseri umani sperano sempre che il mondo sia come lo vorrebbero. I propri desideri entrano a tutti gli effetti nei processi di formulazione delle spiegazioni. E raramente le persone sono in grado di astrarre dalle proprie emozioni. Anzi, probabilmente non lo sono mai.
Ovviamente, una volta che affermiamo, che le persone cercano conferme, perché voglio che il mondo sia come vogliono che sia, non abbiamo in realtà spiegato completamente il nostro problema. Ad esempio, cercare conferme è anche dovuto al fatto che gli esseri umani operano in economia cognitiva. C’è uno spazio entro il quale le persone ricercano delle soluzioni, e qui non cercano propriamente conferme. Ma è solo dopo aver trovato una opzione ragionevolmente convincente, che si mette in moto il processo di ricerca delle conferme.
La ricerca delle conferme segue una precisa logica, che abbiamo già in parte descritto. Supponiamo che abbiamo trovato la bottiglia del latte versata per terra e abbiamo formulato l’ipotesi, che può essere stato il gatto, perché la finestra che da sul tavolo era aperta e il gatto sarebbe facilmente saltato fuori, dopo aver urtato la bottiglia, che stava sul tavolo. Ora, come procede la ricerca delle conferme?
Una volta formulata l’ipotesi “è stato il gatto” cerchiamo di capire – deducendoli – tutti i fatti, che potrebbero in qualche modo avvallare la nostra congettura. Se è stato il gatto, allora dovremmo poter trovare qualche pelo sul pavimento. Oppure dovremmo trovare un’impronta.
Per il fatto che tutti cercano conferme questa fase può subire varie distorsioni. Cioè, la deduzioni dei fatti che dovremmo poter riscontrare, se fosse vera la nostra tesi, può subire delle pesanti alterazioni. Il modo più semplice per distorcere questo processo è quello di trovare un indizio a caso e pensare che sia sintomatico della presenza del gatto. Ad esempio, vediamo che sul tavolo ci sono dei graffi (che potrebbero essere attribuiti a qualsiasi cosa) e pensiamo che sia una logica conseguenza. Cosa facciamo in questo caso? Ci inganniamo sui i fatti che ci dovrebbero essere, se fosse vera la nostra tesi.
Facciamo l’esempio della diagnosi per riassumere la logica del cercare conferme.
Ci sono dei sintomi a,b,c.
La malattia S spiega a,b,c.
Se S fosse vera, allora ci dovrebbe essere anche i sintomi d,e.
Se d,e sono verificati, allora S è vera.
Ora, i sintomi d,e sono dedotti dall’assumere che S sia vera, per cui il processo va dall’ipotesi ai sintomi. Ed essendo questo processo deduttivo, ci assicura rispetto ai suoi esiti. Quando si cercano conferme a tutti i costi, questo processo viene appositamente manomesso. In che modo? Semplice: si nota un fatto d e lo si assume come una logica conseguenza di S, anche se in realtà non c’è alcuna connessione.
Questo è il caso di una malattia, che viene smesso citata da House: la Munchausen. I pazienti affetti da questa malattia inventano i sintomi per confermare l’idea che sono malati. Il procedimento è analogo.
Il paziente ha dei sintomi e pensa che sia malato di una malattia X. Se fosse veramente affetto dalla malattia X, allora dovrebbe avere dei sintomi particolari. A questo punto il paziente genera dei sintomi fittizzi, che colliderebbero con la diagnosi, anche se non sono veri. Eccone un esempio.

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