Ci sono due fatti che posso spiegare il successo della religione nel corso dei secoli. La prima è che fornisce facili spiegazioni a fenomeni anche complessi; la seconda è che genera credenze che fanno stare bene, anche se sono false.
Partiamo dalla prima. La religione formula spiegazioni facilmente comprensbili rispetto a fenomeni, che gli esseri umani vorrebbero controllare, ma che, o non controllano, o sono difficili da controllare.
Facciamo un esempio: il tempo. Per noi essere umani del XXI secolo i fenomeni naturali sono quasi del tutto controllabili (almeno nelle zone ricche del pianeta). Un temporale non attenta alla nostra vita. Inoltre, le conoscenze metereologiche forniscono spiegazioni scientifiche, che ci rendono conto di come funziona il tempo atmosferico e le sue evoluzioni. Per i nostri antenati le cose dovevano essere assai diverse. In primo luogo, un fenomeno naturale come un forte temporale o una bufera di neve potevano causare dei danni. Secondo, non si aveva strumenti e conoscenze
in grado di comprendere la natura dei fenomeni atmosferici. Sotto queste condizioni le spiegazioni “religiose” del tempo potevano essere in alcuni casi le spiegazioni migliori: è il Dio della pioggia che ci manda un segnala. Cioè, l’evento veniva spiegato utilizzando i concetti antropomorfizzanti, che avevano una qualità essenziale: tutti
li capivano. Del resto, ancora oggi i bambini in via di sviluppo (e non solo loro) tendono a considerare fenomeni inanimati (il temporale o il vento) come fenomeni animati, attribuendo loro caratteristiche perfino animali o umane (l’ululato del vento).
Il secondo punto è che la religione, siccome fornisce spiegazioni facili
rispetto a fenomeni complessi, tranquillizza. Cioè, le credenze religiose (e non solo quelle) nel momento in cui forniscono una spiegazione di fenomeni, che preoccupano, hanno un effetto benefico, anche se sono false. Questo perché le credenze (in particolare quelle religiose) possono rispondere – talvolta – più a un bisogno
psicologico-emotivo che a uno cognitivo-razionale. Cioè, non si tratta di formulare una spiegazione, come fa House, per sapere come il mondo è. Ma si tratta di formulare quella spiegazione che ci tranquillizza di più. Ovviamente, le due cose non sono necessariamente contrapposte. Ad esempio, House si tranquillizza solo quando la spiegazione è quella migliore, perché ha una forte tensione intellettuale. Altri invece si
accontentano semplicemente di trovare – in relazione anche alle loro conoscenze – non ciò che è vero, ma ciò che li fa sentire più sereni e tranquilli.

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