Riprendiamo dopo qualche mese di assenza La Logica di House, ripartendo da un tema ricorrente nella nostra amata serie: i sogni. Lo spezzone che vi propongo è tratto dall’ultima puntata della IV serie. Amber – la ragazza di Wilson – è in coma e House è l’ultima persona ad averla vista, prima di un incidente in bus di cui entrambi sono stati coinvoltia. A seguito però dell’incidente – ma soprattutto della sbornia – House non ricorda niente. E questa amnesia può risultare decisiva per la formulazione della diagnosi, perché anche il ricordo di un minimo dettaglio potrebbe un sintomo per spiegare lo stato in cui versa Amber, che non sembrerebbe causato dall’incidente con il bus. Ed è a questo punto che iniziano le visioni di House:
Da questo video si possono ricavare alcuni spunti interessanti per avanzare un’ipotesi sul ruolo cognitivo svolto dai sogni. Già nella cultura popolare i sogni possono talvolta essere rivelatori. Tuttavia questa concezione pseudo-cognitiva è avvolta spesse volte da argomenti che con la scienza hanno poco a che fare. Parlo, ad esempio, dei sogni premonitori.
Eppure a veder bene la faccenda, i sogni sono sempre e comunque degli eventi psichici. Ma eventi psichici di cosa? Nel video la teoria avanzata sembra essere la seguente: il sogno rende visibile il lavoro continuo della mente, che spesse volte avviene senza alcuna consapevolezza. Questa idea non è poi tanto lontana dal vero, se pensiamo quanto della nostra vita cognitiva avviene senza che ci sia un intervento diretto della coscienza. Si pensi a quante attività riusciamo a compiere quasi come se fosse inserito il pilota automatico.
Ma allora perché nel sogno questo lavoro sotterraneo emerge?
Freud, ad esempio, riconobbe nel sogno una manifestazione dell’inconscio. Ma se il sogno ci aiutasse perfino nella formazione delle ipotesi? In fondo durante il sonno avvengono dei processi fondamentali per il consolidamento della memoria e non è escluso che, essendo la memoria un processo selettivo, nel sogno questa attività potrebbe diventare manifesta alla coscienza, forse per farci ricordare, e quindi fissare meglio, degli elementi che potrebbero esserci utile, come nel video. Il ricorso a stati di coscienza potrebbe essere uno strumento in più a disposizione del nostro sistema cognitivo per elaborare messaggi equivoci. Oppure?

Commenti Recenti