Saper osservare i dettagli

3 03 2009

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Saper osservare i dettagli è una cosa fondamentale. Un dettaglio può cambiare le cose, un dettaglio può indurci a rivedere le nostre teorie e perfino a offrirci delle conferme. In questo video House formula la diagnosi avvalendosi proprio della sua capacità di saper osservare i dettagli: le mani senza peli, le scarpe strette, lo zucchero a velo sui pantaloni Risultato: il paziente ha il diabete.

Saper osservare i dettagli è in realtà il frutto di aver sviluppato delle capacità abduttive, cioè, capacità che consentono di saper utilizzare le cose che si osservano al fine di formulare delle spiegazioni sul mondo, in questo caso, la malattia del paziente.

Le capacità abduttive non sono però delle capacità divinatorie o magiche. Si spiegano invece con la dedizione a una pratica e l’esperienza pregressa. Il caso di House è paradigmatico: House è sensibile ai dettagli, perché in realtà i dettagli sono già nella sua memoria per il fatto che ha una grande conoscenza medica su cui contare. House sa, ad esempio, che i pazienti malati di diabete spesse volte cadono in tentazione. E questo, ad esempio, lo rende più attento verso tracce di cibi zuccherati. Niente di magico insomma, semplicemente la consuetudine verso certe situazioni e le conoscenze mediche pregresse.





Riempire i vuoti

23 03 2008

Non so se chi legge questo blog guarda prima il video, oppure se accade il contrario. In ogni caso, questo volta partiamo dal primo:

House diagnostica al paziente la “sindrome dello specchio”. Chi è affetto dalla sindrome dello specchio – ci spiega House – non riuscendo a capire chi sia e dove sia, utilizza le informazioni che trova per strada per coprire i vuoti che ha: vede un medico e crede di essere un medico; vede una commessa e pensa di essere una commessa. E così via.

Malattia a parte, “riempire i vuoti” – per dirla come House – non è poi una cosa così tanto patologica. Anzi, forse non lo è per niente.

Riempiono i vuoti, ad esempio, le persone che sono molto esperte all’interno di un campo. Pensiamo a un degustotore di vini: i particolari che può sottolineare a partire da un semplice bicchiere di vino sono infinitamente maggiori rispetto a quelli che può rilevare un semplice commensale. Questo perché il degustatore è in grado, attraverso un periodo di “addestramento”, di interpretare una varietà di “segni”, che la persona normale non è in grado neppure di percepire. La conoscenza che ha maturato gli consente di “capire”subito, di riempire i “buchi”, anche a fronte della povertà dello stimolo cui può essere sottoposto.

I “buchi” non vengono solo riempiti dall’esperienza pregressa, dalla conoscenza, ma anche – proprio come avviene nel malato della sindrome specchio – dalla capacità cogliere alcuni aspetti del mondo esterno in modo del tutto contingente. In questo caso, disponiamo di una rappresentazione dell’ambiente circostanze che è solo parzialmente già contenuta all’interno del nostro cervello. Ad esempio, quando inseriamo la chiave dentro la serratura di casa compiamo una serie di “mosse”, che non si basano su una qualche rappresentazione “mentale” circa il meccanismo, che regola il funzionamento della nostra serratura. Al contrario, la nostra conoscenza è continuamente aggiornata e rivista attraverso il fare. E’ per questo che avremmo molte difficoltà a spiegare a parole come facciamo ad aprire la porta, benché sia un’operazione che ci viene estremamente naturale.





Esperti si diventa

19 11 2007

In diverse puntate House appare costretto a fare servizio presso l’ambulatorio del suo ospedale. Una specie di ripicca della Cuddie, perché pare che il buon dr House abbia per troppo tempo dimenticato i suoi doveri burocratici di compilare e firmare le cartelle dei suoi pazienti.

Le scene che ritraggono House intento a visitare un paziente affetto da un raffreddore o da una sinusite sono delle specie di show off, di spettacoli, in cui House mostra tutta la sua bravura di diagnosta navigato: arriva alla soluzione del problema in pochi attimi, spesse volte senza visitare il paziente (proprio per questo avrà un problemino abbastanza grosso con la polizia, o meglio, con un poliziotto).

Non c’è ovviamente niente di magico in tutto questo: House è un medico preparato e con una grossa esperienza. Questo vuole dire che durante gli anni ha acquisito un bagaglio di conoscenze, che gli consentono, anche dopo una rapida occhiata, di capire quale è il problema e di formulare così l’abduzione corretta. L’esperto – quale House è – riesce lettaralmente a vedere cose che un occhio non allenato e formato non sarebbe in grado di osservare. Questo è dovuto proprio al bagaglio di esperienze e di conoscenze che ha immagazzinato e attraverso cui riempie i buchi, lasciati vuoti da eventuali dati incompleti.

Quindi, a vedere bene le cose, non è propriamente corretto dire che House riesce a capire che cosa un paziente ha con un semplice sguardo: ma, al contrario, è che le informazioni che servono per capire meglio la situazione ce le ha già, immagazzinate sotto forma di esperienze passate. Per cui non deve far altro che selezionarle all’occasione.