In un qualsiasi processo l’onere della prova spetta all’accusa. Fino a prova contraria una persona è innocente. Questo semplice meccanismo operazionalizza la nostra ignoranza, perché si fa un ragionamento di questo tipo:
Se fosse colpevole, lo sapremmo.
Per ora non lo sappiamo.
Quindi, non è colpevole.
È come se la nostra ignoranza congelasse temporaneamente il mondo e ci permettesse di sapere come esso è, senza saperlo. Questo è il tipico argomento fallace che in latino viene chiamato argumentum ad ignorantiam.
Ora, in realtà attribuire l’onere della prova può portare a un tipo di ragionamento, che spesse volte viene maldestramente attribuito alla scienza. Per semplicità lo chiameremo la fallacia de l’onere della prova.
Come ho detto, in un processo l’onere della prova spetta all’accusa. Nella scienza esiste qualcosa di analogo? Oppure no?
Molti pensano che la scienza fornisca delle conoscenze certe e sicure. E che quindi la certezza delimiti il campo delle conoscenze scientifiche da quelle che scientifiche non sono. Abbiamo avuto un esempio molto chiaro di questo atteggiamento per la vicenda della prevedibilità del terremoto. A seguito del disastro in Abruzzo i sismologi italiani, rappresentati da direttori di varie strutture scientifiche, si sono affrettati a dire che i terremoti non si possono prevedere e che i vari metodi sviluppati per prevederli non sono ancora stati provati con certezza. Questo è il caso, ad esempio, del famoso radon, utilizzato da Giuliani come precursore sismico.
Questo caso mi pare simmetrico rispetto al caso del processo. Fino a quando non si ha la prova che un fatto sia vero, esso è falso. Ci sono anche delle varianti. Ad esempio possiamo dire: fino a quando un fatto non è stato provato, esso non è scientifico.
Entrambi questi ragionamenti sono fallaci. Dire che un fatto non è stato provato non significa per nulla dire che sia falso o, peggio ancora, che non sia scientifico. In realtà, l’onere della prova nella scienza ha come esito parziale solo il dubbio o, se preferite, lo scetticismo. Semplicemente, non si sa ancora. La scienza non ha il problema della prescrizione. Per cui in linea teoria lo spazio a sua disposizione è estremamente dilatato.
Vi è poi un’altra considerazione da fare non tanto sulla verità o sulla falsità, ma sulla scientificità di un asserzione. Il ragionamento che alcuni hanno avanzato è stato: siccome non è stato provato, allora non è scientifico. Questo ovviamente non è accettabile per due motivi. Prima di tutto si ammette che una teoria scientifica sia falstificata, perché ciò che caratterizza una teoria come scientifica è la controllabilità delle affermazioni che vengono fatte. QUindi, può accadere che una teoria sia falsificata, pur rimanendo scientifica. Ad esempio, la teoria Newtoniana. Inoltre, va detto che in molti casi la scienza accetta certe conclusioni in modo provvisorio perché sono le più plausibili o, se preferite, le migliori in campo in quel momento, quelle che si avvicinano di più a ciò che potrebbe essere vero.
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