
Il tipico ragionamento della logica di House è quello che in gergo viene chiamato abduzione. L’esempio è tradizionale è:
Tutti gli uomini sono mortali.
Socrate è mortale.
Quindi, Socrate è un uomo.
Come si può facilmente osservare non è detto che Socrate sia un uomo. Questo è il carattere ipotetico dell’abduzione e dei regionamenti che mirano a formulare delle spiegazioni plausibili rispetto a una serie di fenomeni.
Ora, una caratteristica di questo tipo di ragionamenti è che le “premesse” – diciamo così – possono essere di vario tipo. Cioè, possono inglobare “sintomi” o “segni” di varia natura. Segni che provengono dai cinque sensi, ad esempio, ma anche emozioni, regole e inclinazioni.
Un caso molto interessante da questo punto di vista è dato da quel tipo di ragionamenti che vengono chiamati wishful thinking. I wishful thinking sono quei tipi di ragionamenti in cui cui si inferisce che qualcosa è vera perché vorremmo che fosse tale.
La logica di House può aiutarci a spiegare il processo cognitivo, che porta alla formazione di questi tipi di ragionamenti. Ad esempio, potremmo dire:
Tutti gli uomini sono mortali.
Socrate è mortale.
Voglio che Socrate sia un uomo.
Allora, Socrate è un uomo.
In questo caso, le informazioni a disposizione si limitano a dire che socrate è mortale. Come già detto, Socrate potrebbe essere un gatto o un cane, che sono parimenti mortali. Ora, la differenza sta nel fatto che la nostra inclinazione a voler credere che Socrate sia un uomo gioca come una sorta di sintomo decisivo nella formulazione della conclusione “Quindi, Socrate è un uomo”.
Ora, il problema di questo tipo di ragionamenti è molto semplice da individuare: la nostra inclinazione, se è vero che ci porta a formulare l’ipotesi – magari corretta – ha tuttavia il problema di basarsi su un “segno” (la nostra inclinazione), che non riguarda tanto il mondo, quanto piuttosto noi stessi. In questo caso la nostra inclinazione è un sintomo scarsamente diagnostico rispetto alla conclusione che vogliamo raggiungere, che è quella di capire cosa sia Socrate. Certamente, il nostro desiderio spiega ciò che pensiamo, non ciò che c’è nel mondo. In questo senso, non trovo fuori luogo parlare di una sorta di narcisismo cognitivo, una situzione, cioè, in cui ciò che contano sono le nostre disposizioni, non il mondo circostante e i suoi vincoli.




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